Diario degli esami di stato (cioè la vecchia maturità”)
– capitolo 0
– lunedì 22 giugno 2009
Domani, martedì, per i professori c’è la riunione preliminare.
Gli scritti per gli studenti iniziano giovedì, con italiano.
Cosa mi aspetto.
Grosse novità, sarà un esame diverso dagli anni scorsi. Parlo degli scritti; per l’orale non cambia niente, ma la formulazione e l’andamento degli scritti può incidere anche decisivamente sul modo di fare gli orali – non dico per i voti ma, per esempio, se negli scritti ci sono tracce e svoglimenti tradizionali allora anche gli orali tendono ad andare da quella parte; se c’è innovazione nelle proposte ministeriali degli scritti, le commissioni si aprono alla novità che significa, per esempio, non interrogare e non stare sulle nozioni ma far parlare e pensare gli studenti, metterli davanti a dei testi, puntare su quel dicono e non porre domande preconfezionate.
Mi aspetto novità negli scritti.
Perché la commissione che formulava le tracce aveva a capo un’ispettrice da molti anni, che le determinava abbastanza decisamente. Adesso è andata in pensione, credo; comunque è cambiata. D’accordo, poi è il ministro a fare la scelta finale, ma le tracce hanno l’impronta di chi le formula.
Per l’italiano, può darsi:
1) che saranno più facili (l’ha dichiarato il ministro);
2) che saranno più innovative: quando sono state introdotte queste tracce (analisi del testo; tracce su argomenti artistico-letterari, economico-politici, storici, sociali; tema tradizionale; argomento storico) c’erano documenti vari nell’ambito letterario e provenienti da diversi generi (pittura, poesia, saggi, prosa, arte), poi con gli anni la documentazione è diventata sempre più stereotipata e pletorica (troppi documenti, che dicevano già di tutto e di più) e meno interessante.
Non sarebbe male un bel segnale di aggiornamento ai tempi se nella traccia di “analisi del testo” non si fermassero a un secolo fa (le cose più nuove degli ultimi anni sono state Montale delle Occasioni, Ungaretti, Pirandello, insomma al massimo gli anni Trenta del Novecento) ma venissero più vicini al presente e si scollassero dalla “tradizione”, sarebbe anche un bel segnale agli insegnanti, in modo che oltre a Boccaccio, G.B. Marino e Foscolo (che vanno benissimo, intendiamoci) si facessero anche la letteratura contemporanea e la letteratura si allargasse anche oltre i generi lirica-romanzo-racconto come si sono fissati fino a metà secolo scorso, e solo nel modo della letteratura “alta”.
Per il latino (la mia commissione è al classico, nelle altre scuole la seconda prova scritta è diversa), può darsi:
1) che sia più facile (vedi sopra)
2) che non venga dato un brano decontestualizzato ed estrapolato da un parte qualsiasi di un’opera qualsiasi. Dare un brano con un contesto e possibilmente preso da inizio capitolo (nelle opere classiche è importante) sarebbe un modo per uscire da quel modo di tradurre che è in sostanza risolvere rebus o poco più.
Queste le novità che mi aspetto, e mi piacerebbe se ci fossero.
L’anno prossimo verrà introdotta una prova nazionale fatta dall’Invalsi; probabilmente al posto della “terza prova”. Sarà interessante: le prove dell’Invalsi fatte per le classi precedenti sono significative.
Una famiglia "tranquilla" in un quartiere di villette nei pressi di Madrid: all'inizio più o meno è tutto in ordine, poi il vortice di eventi tutto sommato "normali" li trascina nella più totale anarchia. I misteri dietro le famiglie dabbene. La paura dei criminali e degli immigrati.
Un bel romanzo, con un bel montaggio fra diversi momenti in dissolvenza e punti di vista multipli.
Qualche pagina pesante nel centro e qualche mezzapagina scontata.
(Trovo abituale ed efficace ché quando ci sono dei personaggi ai bordi della depravazione si tratta di gente implicata con la filologia latina...)
Consigliato.
ediz. Voland
http://www.ovejero.info/it/
Guido Piovene: «... per scrittore veneto s' intende uno scrittore d' affanni psichici, un misto di narcisismo e di masochismo, che si arrovella a sciogliere razionalmente i suoi grovigli, avendo alle spalle l' enorme, delirante e quasi demonico spettro di un cattolicesimo fermo alle soglie del suo sepolcro»
Fallisce l'aeroporto di Tessèra a Venezia - 140 milioni di euro di debiti.
L'amministratore delegato di Tessèra lo è anche delle funivie di Madonna di Campiglio - Marilleva.
Le funivie potrebbero fallire.
I sindaci vogliono entrare nella proprietà delle funivie.
La provincia di Trento vuole entrare nella proprietà - dopo averle finanziate per decenni.
Cerco di quantificare l'entità di quanto dovrò pagare in denaro, servizi, qualità della classe dirigente, contaminazioni fra politica e mercato. Non so darmi una risposta né sui tempi né sul quanto.
Ma sento con molta chiarezza che pagherò.
(Pagherò come quando negli anni Settanta la provincia e i comuni investirono nelle zone industriali, venne la Grundig in Trentino perché conveniva moltissimo, dopo 15 anni fallì e trasferì altrove gli stabilimenti: conosco 2 miei parenti e almeno 10 famiglie che furono coinvolti nei licenziamenti. Quella cosa là so esattamente quanto fu pagata da loro e anche da me)
Attento!
Non si fissano le persone in quel modo, non si fissano.
Atenti al cane, bocca. Cativo, morfia.
Vieni qui! Non si fanno conti separati.
Giulio scendi di là lo sai che non voglio.
Non entrare.
Pedoni sull'altro lato.
Adesso la pazienza è finita.
Divieto del gioco del pallone.
Con il dipartimento di italiano e con il mio collega-amico Marcello stiamo quasi concludendo la cavalcata di A scuola di romanzo.
Sto cercando di seguire il filo delle conseguenze di questo lavoro, di vedere dove portano le stecche del ventaglio di possibilità aperto dagli incontri.
Credo faremo dei seminari, l'anno prossimo. Mi piacerebbe raccogliere una serie di esperienze sulla lirica.
Ho in mente incontri con esperto/i sulla lirica, forum di discussione sulle forme dell'insegnamento, creazione e condivisione di lezioni e esperienze di insegnamento, raccolta finale del materiale teorico e pratico per creare un archivio.
ELSA MORANTE
La conferenza di Alba Andreini del 28 maggio sarà sull' Isola di Arturo di Elsa Morante. In prima (una classe difficile, i ragazzi sono assetati di motivazioni) stiamo leggendo La Storia.
C'è questa frase molto semplice (occhi che riflettono il carattere, certo che è semplice). Si tratta di Ida, la madre:
- E nei suoi grandi occhi a mandorla scuri c'era una dolcezza passiva, di una barbarie profondissima e incurabile, che sonigliava a una precognizione -
Ci siamo avventurati su questa cosa della precognizione.
Poi però ho detto, anche: vedete, ragazzi, questa definizione dolcezza passiva? Nella vita può succedere che tu veda la dolcezza passiva in qualcuno, ma ci puoi mettere anche dei decenni prima di capirlo e anche prima di capire che esistono diverse forme di dolcezza. Se leggi i romanzi invece trovi queste scorciatoie. Risparmi decenni, guadagni in consapevolezza.
Che cos'è la dolcezza passiva?
Quante dolcezze esistono?
E' l'esercizio della verità, che porta all'invenzione del linguaggio, e non viceversa. Col puro esercizio delle parole si potrà magari combinare un artificio elegante, ma non si inventa nulla. Elsa Morante
PALLAVOLO
Ieri sera primi due incontri dei gironi del torneo di pallavolo Bebber, tra le scuole. Tra gli insegnanti delle scuole.
Noi liceo classico (con innesti dell'istituto d'arte; non mettiamo insieme una squadra intera in tutta la scuola) siamo stati piallati dall'Ipia Veronesi di Rovereto e poi dall'Itc Pozzo di Trento. 2-0 2-0.
Scorro i siti delle altre scuole e vedo che loro hanno messo l'attività nel progetto d'istituto e che si allenano per tutto l'anno due volte alla settimana - noi invece eravamo là per una specie di pic-nic, ci siamo allenati tre-quatro volte. Un professore che non poteva venire ci ha mandato un messaggino con un'esortazione in latino che ovviamente non mi ricordo.
estetica candida - due nuovi arrivi in studio - un iMac e l'einaudiano ultimo Del Giudice - saranno tutt'e due un po' troppo leccatini? tutto quel bianco...
Domani pomeriggio (sabato - 16.30) alla libreria Ubik di Trento per Massimo Carlotto e il suo Perdas de fogu. Cose sporche della Sardegna, nanoparticelle e servizi segreti. Hanno parlato di "feroce speranza". Scritto insieme a un collettivo che si chiama Mama Sabot.
Un mio amico mi dice, Fatti un profilo su facebook così ci sentiamo più spesso.
Nove minuti fa ho aperto un account.
Due minuti fa ho richiuso tutto.
AGGIORNAMENTO MARZO 2009
Poi l'ho fatto di nuovo e ci sono rimasto, invece. come si cambia...
"Hanno questo di proprio le opere del genio, che quando anche rappresentino al vivo la nullità delle cose quando anche dimostrino evidentemente e facciano sentire l'inevitabile infelicità della vita (...) servono sempre di consolazione, raccendono l'entusiasmo, e non trattando né rappresentando altro che la morte, le rendono, almeno momentaneamente, quella vita che aveva perduta"
G. Leopardi, A Silvia, 19-20 aprile 1828
...
Io gli studi leggiadri
Talor lasciando e le sudate carte,
Ove il tempo mio primo
E di me si spendea la miglior parte,
D'in su i veroni del paterno ostello 20Porgea gli orecchi al suon della tua voce...
Che pensieri soavi,
Che speranze, che cori, o Silvia mia! 30Quale allor ci apparia
La vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
Un affetto mi preme
Acerbo e sconsolato, 35E tornami a doler di mia sventura.
O natura, o natura,
Perché non rendi poi
Quel che prometti allor? ...
Anche peria fra poco 50La speranza mia dolce...
Ahi come,
Come passata sei,
Cara compagna dell'età mia nova, 55Mia lacrimata speme!...
The Decemberists, A record Year for rainfall
I read in the paper today
It’s been a record year for rainfall
And you were leaning ‘gainst the bathroom wall
In your lonely dress
Was your only dress
Stand accusing across
I got a temper set for tender
And you were shrugging it off like a feather
Saying, “Oh
Would you look at this weather?”
What’s the use of all of this?
It’s to remember you in the entire
Cause I’m watching it slip away
And in the annals of the empire
Did it look this grey
Before the fall?
Before the fall
So rake your thumbnail across
The stretch of the patina
Revealing a Proserpina
In a low recline
In a steep decline
What’s the use of all of this?
It’s to remember you in the entire
Cause I’m watching it slip away
And in the annals of the empire
Did it look this grey
Does it look so grey
Does it always look so grey
Before the fall?
Before the fall
... LA GAFFE - Ma l'intervento a Palazzo Madama è caratterizzato anche da una gaffe del ministro. La Gelmini, leggendo il suo intervento, accusa l'opposizione di aver dimenticato il Libro bianco «scritto sotto l'egìda... del governo Prodi». La Gelmini corregge subito l'accento sbagliato («l'egida...»), scatenando però il boato delle opposizioni, tanto che è costretto a intervenire il presidente del Senato, Renato Schifani, per consentire al ministro di proseguire.
...
Poi il ministro va avanti: «Fuori dal Senato si è scatenata una campagna terroristica che ha diffuso false informazioni tra le famiglie destinate a svaporare quando il tempo ne farà giustizia, ma che avvelenano il clima con l'obiettivo di bloccare la riforma e di alimentare la piazza creando un clima di allarmismo totalmente ingiustificato»
...
Discussioni recenti.
Luoghi: studio; corridoio di scuola; aula; web.
Se le preghiere possono qualcosa nelle vicende di qualcuno, ma quel che pare certo è che il bene che ne potrebbe venire "in quali maniere non lo possiamo certo decidere noi".
Se la versione di Halleluja in Shreck è di Jeff Buckley, di John Cale o di Rufus Wainwright.
Finita la scuola, quella in classe con gli studenti, me ne distacco: ce n'è bisogno.
Ogni anno la fine del ciclo è importante. Si ricomincia a inizio settembre.
Ho visto ieri i ragazzi dell'ultimo anno che si affaccendavano davanti all'aula degli esami. Scherzo, con loro, e dico: ecco, fate sempre così, tutti gli anni, ve en andate sempre, e noi invece restiamo qua...
Mi piace una frase che leggo nel libro di un grande educatore, Guido Armellini (La letteratura in classe, Unicopli, 2008).
"Che cosa diventa un'opera letteraria quando entra in un'aula scolastica? Nessuno, nemmeno l'insegnante più preparato, può saperlo prima che avvenga l'incontro. Ma proprio questo carattere imprevedibile può rendere appassionante l'insegnamento letterario: non semplice trasmissione di una sapere dato, ma elaborazione cooperativa di un sapere nuovo"