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05/11/2009

DEFINIZIONE, PREGNANZA, PROFILO, ANDARE AL NOCCIOLO

[post scritto per il blog sulromanzo]

Scrive Sven Lindqvist (1932 – vivente, autore di libri di viaggio, aforismi, saggi) ne Il sogno del corpo, un libro sull’allenamento e sul culturismo:
 
“Per un culturista, ‘definire’ indica qualcosa che lui fa con i suoi muscoli: diminuisce le calorie e aumenta la combustione per eliminare il grasso sottocutaneo in modo che i muscoli si possano delineare individualmente. Si può dire che egli individualizzi i muscoli. Più nettamente il singolo muscolo si delinea, più chiara si dice essere la definizione… Per sviluppare le possibilità intrinseche di un muscolo bisogna pretendere da esso più di quanto sia disposto a dare, e questo per centinaia di ore… Una maniera di scrivere può avere definizione. Pound lo chiamava ‘risparmiare sulla calcina’. Meno calcina si usa, più netta risulta la definizione. È quello che mi sono sempre sforzato di ottenere.
In questo caso, definizione si può forse tradurre con ‘pregnanza’. Oppure ‘profilo’. È una questione di chiarezza. I meccanismi che stanno dietro, altrimenti nascosti, attraverso la definizione vengono svelati, addirittura esaltati…
‘Niente è più difficile dell’estrema semplicità’ c’è scritto oggi sul giornale. Giacché per ottenerla si esige ‘una riduzione che elimina tutto l’inessenziale e metta a nudo il nocciolo’…
Ci si definisce attraverso la riduzione, l’esclusione…”
 
Spiega poi Lindqvist che in realtà pensa ai corpi dei culturisti sì (una creazione come quella di un’architettura) ma di più a quelli dei danzatori: non il barocco anatomico di Schwarzenegger ma l’elasticità; alla fine, una forma della libertà, non la schiavitù delle forme.
 
Dunque la scrittura come definizione e pregnanza. Brevitas e chirurgia. Nettezza dei concetti. La prosa come una finestra il cui vetro dev’essere del tutto trasparente (l’immagine famosa è di Orwell).
 
Per esempio si possono usare in modi diversi, più opachi o più netti, gli aggettivi (e i sintagmi che corrispondono alla determinazione aggettivale come alcune relative) e le similitudini. In letteratura si può usarli come dei codici, oppure puntare alla pregnanza.
 
Certe espressioni sono delineate e piene di forza; altre sono grasse, indefinite e cascanti.
 
Lascio degli esempi (in corsivo), collocateli voi tra i modelli di buona definizione o di opacità.
 
“Stavo per superare Salvatore quando ho sentito mia sorella che urlava. Mi sono girato e l’ho vista sparire inghiottita dal grano che copriva la collina… Mi ha risposto una vocina sofferente. – Michele! … Dov’erano gli altri? Vedevo le loro scie nel grano. Salivano piano, in file parallele come le dita di una mano, verso la cima della collina, lasciandosi dietro una coda di steli abbattuti… Quell’anno il grano era alto. A fine primavera aveva piovuto tanto, e a metà giugno le piante erano più rigogliose che mai. Crescevano fitte, cariche di spighe, pronte per essere raccolte
Niccolò Ammaniti, Io non ho paura
 
“Svegliati! Svegliati, cazzo!”
Cristiano Zena aprì la bocca e si aggrappò al materasso come se sotto ai piedi gli si fosse spalancata una voragine.
Niccolò Ammaniti, Come dio comanda
 
“Ho undici anni, sto in mezzo a gatti divorati dalla rinotracheite e dalla rogna. Sono scheletri storti, poca pelle tirata sopra; infetti, a toccarli si può morire. Ogni pomeriggio lo Spago gli porta da mangiare in fondo al giardino di fronte casa. Io a volte la accompagno. Ci vengono incontro lenti, sbandando laterali, ci guardano con gli occhi che sono gocce d’acqua e fango. Tra i morenti mi sono legato al peggiore, quello che sul bitume dei vialetti se ne sta in fondo, immerso nell’abisso; sente i passi e muove la testa piano, come un cieco che segue una canzone”.
Giorgio Vasta, Il tempo materiale
 
“Avevo temuto di non riconoscerla, invece la riconobbi subito, appena la vidi. Lontana, minuscola, rabbuiata dall’ombra. La sua testa di spaventapasseri, le sue gambe sottili, storte. Ritrovavo quel passo disorientato, forse da un vizio alle anche. Camminava senza saperlo verso di me, come uno di quei randagi sfiduciati che filano via di traverso… il suo corpo spento come quel caminetto senza fuoco, il collo bianco, reclinato, quello sguardo triste, enigmatico.”
Margaret Mazzantini, Non ti muovere
postato da: mics alle ore 08:45 | link | commenti
categorie: parole, libri, letteratura, scrittura, poetiche
27/10/2009

IL PAESE DELLE PRUGNE VERDI

Posto qui una recensione apparsa nel blog sulromanzo

Herta Mueller, Il paese delle prugne verdi

di Michele Ruele

Il paese delle prugne verdi di Herta Müller è una vertigine di poesia cruda, un volo nell’abisso durante il quale alla vista si sovrappongono volti e città, i tempi dell’infanzia e il presente, la vita immediata e il linguaggio. La pienezza del linguaggio si scontra con il vuoto della dittatura. La storia è ambientata nella Romania di Ceausescu, anni Ottanta.
 
“Teresa diceva scarpe ed erano solo scarpe”.
“Quando pensavo a Lola da sola, molte cose non mi tornavano in mente. Quando mi ascoltavano, le sapevo di nuovo. Avevo imparato a leggere nella mia testa davanti ai loro occhi immobili. Nelle crepe della testa trovavo ogni frase scomparsa del quaderno di Lola”.
 
Ho scritto questo libro in ricordo dei miei amici rumeni uccisi sotto il regime di Ceausescu, così Herta Müller, vincitrice del premio Nobel. La Müller è una delle scrittrici più in vista della letteratura tedesca; fino agli Ottanta, prima di riparare in Germania a causa delle persecuzioni, ha vissuto in Romania, provenendo dall’enclave germanofona del Banato.
Il mondo rappresentato è buio, claustrofobico, crudele e angosciante; il vuoto e il terrore conquistano lo spazio del sentimento: il titolo originale è Herztier, la bestia nel (o del) cuore, questa parola è uno dei refrain di una scrittura fatta di scatti poetici, di sovrapposizione temporali, sfaldata in una nevicata di punti di vista capricciosi. E non si tratta solo di “testimonianza”, sono l’espressione di un’epoca, la resa di un sentimento del tempo a valere in questo caso: dal punto di visuale delle scelte stilistiche a contribuire in maniera fondamentale sono proprio il racconto allucinato, le transizioni analogiche improvvise e brutali, le deviazioni dalla trama, le irruzioni del realismo, della tenerezza e della violenza. L’assurdità della dittatura, lo svuotamento dei significati, la violenza del linguaggio delle “guardie” e del “capitano” vengono riutilizzati, enfatizzati e rovesciati.
 
Vengono in mente Thomas Bernhard, Agota Kristof, Jeannette Wintherson; tra gli italiani, per farsi un’idea, Federigo Tozzi o Stefano D’Arrigo.
Quindi, non proprio un romanzo: siamo dalle parti della poesia, del linguaggio che si rivolge a se stesso, della creazione di paradossali ambienti antiepici e fondanti allo stesso tempo. È come trovarsi perduti nelle lande buie del Re Pescatore e come Perceval non poter accedere al Graal, ma soprattutto vedere il mondo sgretolarsi intorno senza redenzione.
 
Recitare poesie, leggere libri, scrivere lettere, cantare canzoni popolari è sospetto per la polizia e per la gente asfissiata dalla miseria, incapace perfino di desideri, preoccupata più per la salute del dittatore che per la propria. Quali sogni: del mascara che non sporchi, sveglie che funzionino, giornali e libri che non lascino sulle mani il nero dell’inchiostro, calze che non si smaglino, fuggire: “Tutti vivevano di pensieri di fuga”, “Solo il dittatore e le sue guardie non volevano fuggire”; ma poi restano corpi grigi, ragazzi come fantasmi, operai alcolizzati, cadaveri nei campi di mais.
 
Quattro ragazzi si incontrano nei collegi durante la scuola: oltre a Herta sono Edgar, Kurt, Georg.
 
“Un piccolo quadrilatero come stanza, una finestra, sei ragazze, sei letti, una valigia sotto ognuno. Accanto alla porta un armadio a muro, sul soffitto, sopra la porta, un amplificatore. I cori operai cantavano dal soffitto alla parete, dalla parete ai letti, finché non calava la notte. Poi tacevano, come la strada sotto la finestra e il parco incolto attraverso il quale non passava più nessuno. In ogni dormitorio c’erano quaranta piccoli quadrilateri identici. Qualcuno diceva che gli altoparlanti vedono e sentono ciò che facciamo”.
 
Una compagna di Herta, nello studentato, si uccide. La morte di Lola diventa ossessiva per Herta: la ragazza le ha lasciato un quaderno, che però le viene rubato durante una delle tantissime perquisizioni. Lo impara a memoria. Con i tre amici, Herta ricostruisce la storia di Lola, legge i libri, trova un rifugio in una casa estiva, cova progetti sovversivi (“il silenzio del paese che vieta il pensiero nei libri non c’era”). Ma le guardie sono implacabili. Interrogatori, torture, ritorsioni, di cui i quattro discorrono nelle lettere usando dei codici segreti, infine la morte.
 
Il paese delle prugne verdi è ad oggi l’unico libro di Herta Müller che si può trovare nelle librerie (Marsilio aveva già pubblicato In viaggio su una gamba sola più di quindici anni fa, Editori Riuniti Bassure più di venti anni fa – non si tratta di un’autrice “sconosciuta” o “minore”). I suoi prossimi titoli appariranno per l’editore Feltrinelli.
L’editore Keller ha sede in una mansarda nella periferia di Rovereto, all’imbocco del Trentino, Guido Keller applica le etichette e imbusta i libri, ma è soprattutto partito da un progetto editoriale dal largo respiro internazionale. Non è l’unico editore piccolo o medio ad avere queste larghe vedute (a caso: un altro editore roveretano come Zandonai che ha fra i suoi autori molti slavi, Boris Pahor e Joseph Zoderer; oppure i siciliani :duepunti edizioni, che hanno pubblicato prima degli altri il Nobel del 2008 Jean-Marie Le Clezio). Keller lavora, come si dice, sul territorio: collaboratori di una cerchia ristretta e scelta, tipografia in loco. Dalla provincia il propellente per sprovincializzarsi. Piccolo, in casi come questo, è molto bello.
 

postato da: mics alle ore 12:29 | link | commenti
categorie: libri, letteratura, articoli, poetiche
19/10/2009

DIZIONARI ONLINE

Ha impressionato tutti la scarsa scaltrezza della Paravia, che ha tolto dal web il Dizionario De Mauro e il Dizionario dei sinonimi e contrari.
Comunque ci sono altre valide risorse: dizionari Garzanti, Sabatini Coletti, Treccani, Hoepli.
Consultate i dizionari, internetnauti, consultateli!

Ecco l'opinione del blog letturalenta.

Risorse:
dizionari del "Corriere", compreso il
Sabatini-Coletti
Treccani
Il
"Gabrielli" della Hoepli




postato da: mics alle ore 14:11 | link | commenti
categorie: parole, internet, scrittura, poetiche
12/10/2009

Le idee materiali - Rilke

Idee e cose del giorno (come un menu) - dominante: Rilke

Dico in classe: se poi vogliamo occuparci di Rilke, ci vado a nozze, Rilke per me è un faro. Loro sono sorpresi, di solito non mi scopro; quanto a gusti letterari, poi, non se ne parla.

A scuola facciamo queste cose: Seneca, poi Foscolo. Lo stile sentenzioso: essere capace di elaborare brevi enunciati densi e viscosi, che si incollino alla memoria.
... e sien ministri al vivere civile
l'opulenza e il tremore, inutil pompa...

Ho preso un libro alla Ubik, Fenicotteri in orbita di Philip Ridley. Ne ho sentito parlare ad aprile, in un seminario, da Marcello Fois. Poi oggi ne ho letto una recensione nel blog sulromanzo.
Si apre con la citazione proprio dei primi versi delle Elegie di Duino.
Se piangerò, quale fra gli angeli mi ascolterà?
E se pure all'improvviso uno di loro
mi stringesse a sé, mi dissolverei nella forza
della sua essenza. Perché la Bellezza non è
che il principio di un Terrore sopportabile
e poiché tanto l'adoriamo essa serenamente
disdegna di distruggerci. Ogni angelo è terribile.


Pomeriggio in un paese della collina. Passo il lunedì in un paese sulla collina, quando non è bel tempo sto qualche ora in una biblioteca di periferia.

Ma non va bene. Non va bene neanche un po'. Non c'è scritto nel libro di Ridley, Fenicotteri in orbita, chi abbia tradotto Rilke. Quei versi non sono così.

A mezzogiorno sono andato alla biblioteca comunale. C'erano dei vigili urbani, non so perché. Cercavo il Dizionario dei temi letterari della Utet, di Ceserani, perché vorrei studiare questa cosa dei gobbi in letteratura. Ma il lemma gobba non c'è. c'è qualcosa nel lemma corpo, solo qualcosetta però.

Il verbo schreien, per dire, non significa piangere, significa gridare. E le Elegie di Duino cominciano in un altro modo, credo, non in quello che ho letto in esergo a Fenicotteri in orbita.
Chi, se gridassi, mi sentirebbe dalle schiere
degli angeli? e se anche mi stringesse
al cuore uno di loro all'improvviso: sarei annientato
dalla sua essenza più forte. Perché la bellezza non è altro
che il terribile nel suo inizio, che possiamo ancora
    sopportare
e lo ammiriamo tanto, perché indifferente non si cura
di distruggerci. Ciascuno di quegli angeli è terribile.

Tu leggi le Duineser Elegien a mezza voce, sdraiato nel letto, è musica.

Poi mi sono dato il lasonil sul polpaccio, ieri gli ultimi 20 km li ho sofferti, in più fra Rovereto e Trento il vento lo avevo contro, sulla ciclabile lungo l'Adige.






22/06/2009

Diario degli esami di stato (cioè la vecchia maturità”) – capitolo 0

Diario degli esami di stato (cioè la vecchia maturità”) – capitolo 0 – lunedì 22 giugno 2009 Domani, martedì, per i professori c’è la riunione preliminare. Gli scritti per gli studenti iniziano giovedì, con italiano. Cosa mi aspetto. Grosse novità, sarà un esame diverso dagli anni scorsi. Parlo degli scritti; per l’orale non cambia niente, ma la formulazione e l’andamento degli scritti può incidere anche decisivamente sul modo di fare gli orali – non dico per i voti ma, per esempio, se negli scritti ci sono tracce e svoglimenti tradizionali allora anche gli orali tendono ad andare da quella parte; se c’è innovazione nelle proposte ministeriali degli scritti, le commissioni si aprono alla novità che significa, per esempio, non interrogare e non stare sulle nozioni ma far parlare e pensare gli studenti, metterli davanti a dei testi, puntare su quel dicono e non porre domande preconfezionate. Mi aspetto novità negli scritti. Perché la commissione che formulava le tracce aveva a capo un’ispettrice da molti anni, che le determinava abbastanza decisamente. Adesso è andata in pensione, credo; comunque è cambiata. D’accordo, poi è il ministro a fare la scelta finale, ma le tracce hanno l’impronta di chi le formula. Per l’italiano, può darsi: 1) che saranno più facili (l’ha dichiarato il ministro); 2) che saranno più innovative: quando sono state introdotte queste tracce (analisi del testo; tracce su argomenti artistico-letterari, economico-politici, storici, sociali; tema tradizionale; argomento storico) c’erano documenti vari nell’ambito letterario e provenienti da diversi generi (pittura, poesia, saggi, prosa, arte), poi con gli anni la documentazione è diventata sempre più stereotipata e pletorica (troppi documenti, che dicevano già di tutto e di più) e meno interessante. Non sarebbe male un bel segnale di aggiornamento ai tempi se nella traccia di “analisi del testo” non si fermassero a un secolo fa (le cose più nuove degli ultimi anni sono state Montale delle Occasioni, Ungaretti, Pirandello, insomma al massimo gli anni Trenta del Novecento) ma venissero più vicini al presente e si scollassero dalla “tradizione”, sarebbe anche un bel segnale agli insegnanti, in modo che oltre a Boccaccio, G.B. Marino e Foscolo (che vanno benissimo, intendiamoci) si facessero anche la letteratura contemporanea e la letteratura si allargasse anche oltre i generi lirica-romanzo-racconto come si sono fissati fino a metà secolo scorso, e solo nel modo della letteratura “alta”. Per il latino (la mia commissione è al classico, nelle altre scuole la seconda prova scritta è diversa), può darsi: 1) che sia più facile (vedi sopra) 2) che non venga dato un brano decontestualizzato ed estrapolato da un parte qualsiasi di un’opera qualsiasi. Dare un brano con un contesto e possibilmente preso da inizio capitolo (nelle opere classiche è importante) sarebbe un modo per uscire da quel modo di tradurre che è in sostanza risolvere rebus o poco più. Queste le novità che mi aspetto, e mi piacerebbe se ci fossero. L’anno prossimo verrà introdotta una prova nazionale fatta dall’Invalsi; probabilmente al posto della “terza prova”. Sarà interessante: le prove dell’Invalsi fatte per le classi precedenti sono significative.
postato da: mics alle ore 13:35 | link | commenti (1)
categorie: scuola, vita di provincia, fatti di mics
18/06/2009

"Non succede mai niente" - Josè Ovejero

Una famiglia "tranquilla" in un quartiere di villette nei pressi di Madrid: all'inizio più o meno è tutto in ordine, poi il vortice di eventi tutto sommato "normali" li trascina nella più totale anarchia. I misteri dietro le famiglie dabbene. La paura dei criminali e degli immigrati. Un bel romanzo, con un bel montaggio fra diversi momenti in dissolvenza e punti di vista multipli. Qualche pagina pesante nel centro e qualche mezzapagina scontata. (Trovo abituale ed efficace ché quando ci sono dei personaggi ai bordi della depravazione si tratta di gente implicata con la filologia latina...) Consigliato. ediz. Voland http://www.ovejero.info/it/
postato da: mics alle ore 15:43 | link | commenti
categorie: libri
03/06/2009

SCRITTORI VENETI

Guido Piovene: «... per scrittore veneto s' intende uno scrittore d' affanni psichici, un misto di narcisismo e di masochismo, che si arrovella a sciogliere razionalmente i suoi grovigli, avendo alle spalle l' enorme, delirante e quasi demonico spettro di un cattolicesimo fermo alle soglie del suo sepolcro»


link a una recensione del nuovo libro di Francesco Permunian
postato da: mics alle ore 20:49 | link | commenti
categorie: libri, letteratura, scrittura, giornali, vita di provincia, poetiche
23/05/2009

FALLIMENTI

Fallisce l'aeroporto di Tessèra a Venezia - 140 milioni di euro di debiti.
L'amministratore delegato di Tessèra lo è anche delle funivie di Madonna di Campiglio - Marilleva.
Le funivie potrebbero fallire.
I sindaci vogliono entrare nella proprietà delle funivie.
La provincia di Trento vuole entrare nella proprietà - dopo averle finanziate per decenni.

Cerco di quantificare l'entità di quanto dovrò pagare in denaro, servizi, qualità della classe dirigente, contaminazioni fra politica e mercato. Non so darmi una risposta né sui tempi né sul quanto.
Ma sento con molta chiarezza che pagherò.

(Pagherò come quando negli anni Settanta la provincia e i comuni investirono nelle zone industriali, venne la Grundig in Trentino perché conveniva moltissimo, dopo 15 anni fallì e trasferì altrove gli stabilimenti: conosco 2 miei parenti e almeno 10 famiglie che furono coinvolti nei licenziamenti. Quella cosa là so esattamente quanto fu pagata da loro e anche da me)


postato da: mics alle ore 14:24 | link | commenti
categorie: vita di provincia, fatti di mics

LA CITTA' DEI DIVIETI


d'apres  Palazzeschi
d'apres Perec
Il tentativo è aperto ai contributi!!!


Tentativo di esaurire divieti e proibizioni - 1

- Andiamo?
- Andiamo pure

Attento!
Non si fissano le persone in quel modo, non si fissano.
Atenti al cane, bocca. Cativo, morfia.
Vieni qui!
Non si fanno conti separati.
Giulio scendi di là lo sai che non voglio.
Non entrare.
Pedoni sull'altro lato.
Adesso la pazienza è finita.
Divieto del gioco del pallone.

- Torniamo indietro?
- Torniamo pure.
postato da: mics alle ore 08:31 | link | commenti (3)
categorie: parole, scrittura, chiusure cognitive
16/05/2009

A scuola di romanzo + progetti + Elsa Morante + pallavolo

SEMINARI + PROGETTI

Con il dipartimento di italiano e con il mio collega-amico Marcello stiamo quasi concludendo la cavalcata di A scuola di romanzo.

Sto cercando di seguire il filo delle conseguenze di questo lavoro, di vedere dove portano le stecche del ventaglio di possibilità aperto dagli incontri.
Credo faremo dei seminari, l'anno prossimo. Mi piacerebbe raccogliere una serie di esperienze sulla lirica.
Ho in mente incontri con esperto/i sulla lirica, forum di discussione sulle forme dell'insegnamento, creazione e condivisione di lezioni e esperienze di insegnamento, raccolta finale del materiale teorico e pratico per creare un archivio.

ELSA MORANTE

La conferenza di Alba Andreini del 28 maggio sarà sull' Isola di Arturo di Elsa Morante. In prima (una classe difficile, i ragazzi sono assetati di motivazioni) stiamo leggendo La Storia.

C'è questa frase molto semplice (occhi che riflettono il carattere, certo che è semplice). Si tratta di Ida, la madre:

- E nei suoi grandi occhi a mandorla scuri c'era una dolcezza passiva, di una barbarie profondissima e incurabile, che sonigliava a una precognizione -


Ci siamo avventurati su questa cosa della precognizione.
Poi però ho detto, anche: vedete, ragazzi, questa definizione dolcezza passiva? Nella vita può succedere che tu veda la dolcezza passiva in qualcuno, ma ci puoi mettere anche dei decenni prima di capirlo e anche prima di capire che esistono diverse forme di dolcezza. Se leggi i romanzi invece trovi queste scorciatoie. Risparmi decenni, guadagni in consapevolezza.

Che cos'è la dolcezza passiva?
Quante dolcezze esistono?

E' l'esercizio della verità, che porta all'invenzione del linguaggio, e non viceversa. Col puro esercizio delle parole si potrà magari combinare un artificio elegante, ma non si inventa nulla.                       Elsa Morante


PALLAVOLO

Ieri sera primi due incontri dei gironi del torneo di pallavolo Bebber, tra le scuole. Tra gli insegnanti delle scuole.
Noi liceo classico (con innesti dell'istituto d'arte; non mettiamo insieme una squadra intera in tutta la scuola) siamo stati piallati dall'Ipia Veronesi di Rovereto e poi dall'Itc Pozzo di Trento. 2-0 2-0.
Scorro i siti delle altre scuole e vedo che loro hanno messo l'attività nel progetto d'istituto e che si allenano per tutto l'anno due volte alla settimana - noi invece eravamo là per una specie di pic-nic, ci siamo allenati tre-quatro volte. Un professore che non poteva venire ci ha mandato un messaggino con un'esortazione in latino che ovviamente non mi ricordo.
postato da: mics alle ore 10:47 | link | commenti
categorie: parole, libri, scuola, miti, vita di provincia, poetiche, fatti di mics
13/03/2009

BIANCO

 

estetica candida - due nuovi arrivi in studio - un iMac e l'einaudiano ultimo Del Giudice - saranno tutt'e due un po' troppo leccatini? tutto quel bianco...

postato da: mics alle ore 23:11 | link | commenti (6)
categorie:
20/01/2009

Il dottor K

La novità di oggi è questa:
Perrone editore
Speriamo bene.

Colonna sonora serale: Variazioni Goldberg, Bach - Glenn Gould

Immagini del dottor K

postato da: mics alle ore 21:09 | link | commenti (4)
categorie: libri, letteratura, miti, fotografie, scrittura, fatti di mics
16/01/2009

MASSIMO CARLOTTO

Domani pomeriggio (sabato - 16.30) alla libreria Ubik di Trento per Massimo Carlotto e il suo Perdas de fogu. Cose sporche della Sardegna, nanoparticelle e servizi segreti. Hanno parlato di "feroce speranza". Scritto insieme a un collettivo che si chiama Mama Sabot.
postato da: mics alle ore 23:27 | link | commenti
categorie: libri, letteratura, giornali, vita di provincia, fatti di mics

FACEBOOK può attendere

Un mio amico mi dice, Fatti un profilo su facebook così ci sentiamo più spesso.
Nove minuti fa ho aperto un account.
Due minuti fa ho richiuso tutto. AGGIORNAMENTO MARZO 2009 Poi l'ho fatto di nuovo e ci sono rimasto, invece. come si cambia...
postato da: mics alle ore 23:16 | link | commenti
categorie: internet, poetiche, chiusure cognitive, fatti di mics

LA MIA VITA DISEGNATA MALE di GIPI

Bè, che dirvi, l'ho letto ed è proprio bello.

Mi sembra Andrea Pazienza, con un'urgenza più incontrollata e con del sentimento in più.

coconinopress  crossingtv  gipi

postato da: mics alle ore 22:52 | link | commenti
categorie: libri, letteratura, poetiche, paroleimmagini
11/01/2009

RETI INTERTESTUALI

INTERMEZZO: RETI INTERTESTUALI


G. Leopardi, Zibaldone, 4 ottobre 1820

"Hanno questo di proprio le opere del genio, che quando anche rappresentino al vivo la nullità delle cose quando anche dimostrino evidentemente e facciano sentire l'inevitabile infelicità della vita (...) servono sempre di consolazione, raccendono l'entusiasmo, e non trattando né rappresentando altro che la morte, le rendono, almeno momentaneamente, quella vita che aveva perduta"


G. Leopardi, A Silvia, 19-20 aprile 1828
...
Io gli studi leggiadri
Talor lasciando e le sudate carte,
Ove il tempo mio primo
E di me si spendea la miglior parte,
D'in su i veroni del paterno ostello
       20Porgea gli orecchi al suon della tua voce...
Che pensieri soavi,
Che speranze, che cori, o Silvia mia!
       30Quale allor ci apparia
La vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
Un affetto mi preme
Acerbo e sconsolato,
       35E tornami a doler di mia sventura.
O natura, o natura,
Perché non rendi poi
Quel che prometti allor? ...
Anche peria fra poco
       50La speranza mia dolce...
Ahi come,
Come passata sei,
Cara compagna dell'età mia nova,
       55Mia lacrimata speme!...




The Decemberists, A record Year for rainfall
I read in the paper today
It’s been a record year for rainfall
And you were leaning ‘gainst the bathroom wall
In your lonely dress
Was your only dress

Stand accusing across
I got a temper set for tender
And you were shrugging it off like a feather
Saying, “Oh
Would you look at this weather?”

What’s the use of all of this?
It’s to remember you in the entire
Cause I’m watching it slip away
And in the annals of the empire
Did it look this grey
Before the fall?
Before the fall

So rake your thumbnail across
The stretch of the patina
Revealing a Proserpina
In a low recline
In a steep decline

What’s the use of all of this?
It’s to remember you in the entire
Cause I’m watching it slip away
And in the annals of the empire
Did it look this grey
Does it look so grey
Does it always look so grey
Before the fall?
Before the fall
postato da: mics alle ore 22:56 | link | commenti
categorie: letteratura, miti, poetiche
09/01/2009

COPULO ERGO SUM

Comunque gli uomini pensano a quella cosa là e basta.
Lo dice anche il poeta.
postato da: mics alle ore 17:09 | link | commenti (1)
categorie:
23/10/2008

QUANDO SI DICE LA CULTURA

Copio e incollo dal "Corriere"

...
LA GAFFE - Ma l'intervento a Palazzo Madama è caratterizzato anche da una gaffe del ministro. La Gelmini, leggendo il suo intervento, accusa l'opposizione di aver dimenticato il Libro bianco «scritto sotto l'egìda... del governo Prodi». La Gelmini corregge subito l'accento sbagliato («l'egida...»), scatenando però il boato delle opposizioni, tanto che è costretto a intervenire il presidente del Senato, Renato Schifani, per consentire al ministro di proseguire.
...
Poi il ministro va avanti: «Fuori dal Senato si è scatenata una campagna terroristica che ha diffuso false informazioni tra le famiglie destinate a svaporare quando il tempo ne farà giustizia, ma che avvelenano il clima con l'obiettivo di bloccare la riforma e di alimentare la piazza creando un clima di allarmismo totalmente ingiustificato»
...
postato da: mics alle ore 17:50 | link | commenti (2)
categorie: scuola, internet, giornali, poetiche
13/10/2008

VOGLIO UNA VITA...

postato da: mics alle ore 21:14 | link | commenti (4)
categorie: miti, fotografie, poetiche